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	<description>Innovazione e Nuove Tecnologie</description>
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		<title>Firma Digitale</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IST Information Society Technologies]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial e Guide]]></category>
		<category><![CDATA[cifratura asimmetrica]]></category>
		<category><![CDATA[firma digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ nell’era della digitalizzazione che nasce la firma digitale, ovvero da quando è possibile creare documenti mediante strumenti informatici. Dal momento del suo ingresso, l’apparato legislativo ha provveduto a fornire una possibile definizione. L’ art. 1 del D.P.R. 445/00 definisce la firma digitale come “il risultato della procedura informatica (validazione) basata su un sistema di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><script type="text/javascript"><!--
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</script>E’ nell’era della digitalizzazione che nasce la <strong>firma digitale</strong>, ovvero da quando è possibile creare documenti mediante strumenti informatici. Dal momento del suo ingresso, l’apparato legislativo ha provveduto a fornire una possibile definizione. L’ art. 1 del D.P.R. 445/00 definisce la firma digitale come “il risultato della procedura informatica (validazione) basata su un sistema di chiavi asimmetriche a coppia, una pubblica e una privata, che consente al sottoscrittore tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l&#8217;integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici”. <span id="more-110"></span><br />
La firma digitale, quindi, ha la funzione di attribuire valore legale ai documenti di tipo digitale. La firma digitale ha il potere di garantire autenticità, integrità e valore legale ai documenti su cui viene apposta. Inoltre, rende possibile l’identificazione del sottoscrittore, il quale con essa approva il contenuto del documento e si assume tutte le responsabilità che ne derivano sul piano legale. La firma digitale è, quindi, l’equivalente elettronico della tradizionale firma autografa. Tra le due firme, però, sussiste una differenza legata alla procedura esecutiva: il sottoscrittore ottiene la firma digitale impiegando mezzi informatici.<br />
La firma digitale possiede un altro scopo cioè la confidenzialità, la quale è intesa come cifratura dei documenti, utile a impedire la lettura dei documenti a soggetti non autorizzati.<br />
<img src="http://ict.qmediastudio.com/wp-content/uploads/2012/01/lettore-firma-digitale.jpg" alt="Lettore Fima Digitale" title="lettore-firma-digitale" width="265" height="224" class="alignleft size-full wp-image-112" />L’Italia è stato uno dei primi paesi ad introdurre tale strumento, e negli ultimi anni è stato registrato un forte aumento di richieste della firma digitale poichè di recente, è obbligatorio inviare al Registro delle imprese gli atti societari per via telematica. E’emerso che oltre la Pubblica Amministrazione, anche gli imprenditori e i liberi professionisti fanno richiesta di questo strumento. La procedura per ottenere la firma digitale è molto semplice: il sottoscrittore del documento presenta la sua richiesta ad uno degli Enti Certificatori, il quali verificano e garantiscono sull’identità del richiedente. In seguito, l’Ente Certificatore prescelto fornisce un kit, il quale contiene una smart card, un lettore di smart card e un software.<br />
Di seguito vediamo brevemente in cosa consiste ciascuno componente del kit:<br />
•	la smart card è una card dalla forma simile a quella di una carta di credito che custodisce la chiave privata. Il sottoscrittore per utilizzarla ha bisogno di un codice PIN di abilitazione;<br />
•	il lettore smart card è un dispositivo che il sottoscrittore collega al proprio Pc;<br />
•	il software ha la funzione di generare la chiave e d’apporre la firma.</p>
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		<title>Remarketing</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 08:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicità Online]]></category>
		<category><![CDATA[adwords]]></category>
		<category><![CDATA[remarketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Google accellera, remarketing! Il remarketing è oggi implementabile attraverso funzioni avanzate di Adwords. Ad un livello di granularità impensabile senza le funzioni avanzate di targeting, Adwords permette di intercettare visitatori del proprio sito per rilanciare loro pubblicità mirate, in combinazioni di tempo e modalità praticamente illimitate. Il remarketing va a consolidare il messaggio pubblicitario presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;"><a href="http://ict.qmediastudio.com/wp-content/uploads/2010/08/Circle_arrows.png"><img class="alignleft size-full wp-image-82" title="Remarketing" src="http://ict.qmediastudio.com/wp-content/uploads/2010/08/Circle_arrows.png" alt="remarketing" width="144" height="144" /></a>Google accellera, remarketing! Il remarketing è oggi implementabile attraverso funzioni avanzate di Adwords. Ad un livello di granularità impensabile senza le funzioni avanzate di targeting, Adwords permette di intercettare visitatori del proprio sito per rilanciare loro pubblicità mirate, in combinazioni di tempo e modalità praticamente illimitate. Il remarketing va a consolidare il messaggio pubblicitario presso un&#8217;utenza  qualificata e pertinente, che ha già dimostrato interesse per i prodotti proposti da una azienda X, ma non ha ancora completato un acquisto, o lo ha effettuato, secondo regole che noi andiamo a stabilire, un Y di tempo prima dell&#8217;azione di remarketing.<br />
<span id="more-80"></span><br />
Con queste soluzioni avanzate, si alza il livello di strategia e competenze richieste per progettare ed implementare una campagna online efficiente ed efficace. Al tempo stesso, la &#8220;natura chirurgica&#8221; di strumenti come il remarketing, allontanano sempre più le imprese che non sfruttano le potenzialità della pubblicità online in modo professionale. E&#8217; sempre più evidente lo scarto tra imprese aggressive sull&#8217;online marketing e quelle che accumulano ritardo rimanendo su soluzioni basate sull&#8217;incrocio a due piedi sito-indicizzazione nei risultati organici.</p>
<p style="text-align: justify;">Un articolo, in inglese,  sette casi pratici di utilizzo del remarketing via adwords <a title="Remarketing" href="http://www.adwordsbuzz.com/2010/05/how-you-can-use-remarketing-right-now.html">http://www.adwordsbuzz.com/2010/05/how-you-can-use-remarketing-right-now.html</a></p>
<p>Antonio Perna<br />
Google Adwords Certified Professional</p>
<p>&nbsp;<br />
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		<title>Sistemi di elaborazione</title>
		<link>http://ict.qmediastudio.com/sistemi-di-elaborazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 10:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[informativi]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi]]></category>

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		<description><![CDATA[Come è fatto un calcolatore e quali sono i parti fondamentali dell’elaborazione? Il calcolatore è diventato il centro di tutta una serie di attività. La tecnologia informatica è una tecnologia trasversale nel senso che non fa parte solo di applicazioni specifiche ma si trova ormai in oggetti di uso quotidiano. Senza i calcolatori sarebbe impossibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Come è fatto un calcolatore e quali sono i parti fondamentali dell’elaborazione?</p>
<p>Il calcolatore è diventato il centro di tutta una serie di attività. La tecnologia informatica è  una tecnologia trasversale nel senso che non fa parte solo di applicazioni specifiche ma si trova ormai in oggetti di uso quotidiano. Senza i calcolatori sarebbe impossibile pensare di avere imprese spaziali ma non sarebbe possibile pensare di avere una gestione corretta dei sistemi di trasporto o mediche.<span id="more-116"></span><br />
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Possiamo dire che un calcolatore è un sistema che riceve in ingresso una serie di dati e mediante una sequenza di ordini, di programmi, produce una serie di dati. Questi calcolatori possono essere semplici personal computer oppure un aggregato di più elaboratori che dialogano tra di loro tra quella che si chiama una architettura multipla in cui i calcolatori possono essere di diverso rango, cioè potenza e costo.</p>
<p>Il calcolatore è un connubio di materia e di anima, cioè software e hardware. Con la serie di hardware individuiamo una  di elementi che costituiscono la materialità del sistema, materialità ricoperta di una vera e propria anima che è costituita dal software, i programmi. I programmi possono essere divisi in due livelli: il software di base che ha la caratteristica di essere molto vicino all’hardware, quindi dialoga direttamente con l’elettronica che costituisce l’elaboratore (sono software di base i sistemi operativi di cui si conosce molto Windows, ma non esiste solo questo perchè non esistono solo i personal computer così come per i personal computer è possibile avere più di un sistema operativo, un esempio è Linux; i traduttori sono dei programmi opportuni che permettono ai programmatori di impartire ordini al calcolatore attraverso un linguaggio il più possibile vicino al linguaggio umano che vengono poi tradotte in un linguaggio più idonea all’elaboratore; i sistemi per la gestione degli archivi DBMS – sistemi di gestione delle basi di dati – si tratta di software di base che organizza sugli hard disk la memorizzazione di dati). Il software di applicativo invece, lo dice la stessa parola, è un software dedicato a determinate applicazioni. Mentre il software di base è di uso di tutte le applicazioni, serve cioè al funzionamento di tutte le applicazioni, il software applicativo svolge una specifica funzione come un elaboratore di fotografie o il browser di internet. Questo software applicativo ha comunque bisogno di alcuni servizi di base svolti dal software di base. Mentre è semplice descrivere quali sono le componenti del software di base la stessa cosa non lo è per il sofware applicativo considerando le numerose applicazioni  oggi esistenti.</p>
<p>Un calcolatore è fatto di una serie di moduli e per fare ciò  si farà riferimento ad un personal computer con il quale si può anche sintetizzare un grande elaboratore dal costo di miliardi, ciò che cambia sono solo le prestazioni. Gli elementi costitutivi solo le cosiddette periferiche cioè elementi che stanno alla periferia tra il mondo degli umani e il mondo vro e proprio del calcolatore. Periferiche sono la stampante, il mouse, la tastiera, il video. Il mondo più intimo del calcolatore si trova, generalmente all’internod di una scatola.</p>
<p>Prima di scoperchiare questa scatola occorre analizzare in che modo il calcolatore ci richiede di parlare con lui,. Occorre quindi analizzare quale sia il linguaggio da utililizzare. Tutti gli essere viventi hanno un meccanismo, più o meno sofisticato per dialogare. Il calcolatore utilizza il linguaggio binario composto da due soli simboli 1 e 0 e che sono il quanto elementare dell’informazione cioè il bit. Il bit è l’entità elementare di rappresentazione. Il calcolare ha un alfabeto poco ricco, solo 2 simboli, attraverso queste riesce a rappresentare tutte le informazioni da trattare e ricevere comandi. Sequenze di zeri ed uno costituiscono l’insieme delle informazioni dati e comandi di un elaboratore.</p>
<p>Il motivo per cui vengono utilizzati solo questi due simboli è legato ad un aspetto meramente tecnologico in quanto all’interno di un calcolatore sono presenti una serie di piccolissimi interruttori che sono i suoi elementi costitutivi. Gli interruttori hanno due condizioni: aperto e chiuso quindi valore 0 e valore 1. La ragione per cui si usa l’interruttore è meramente tecnologica: è estremamente facile realizzare questo dispositivo ed è facile realizzarne di molto piccoli. In un millimetro si riesce a farne stare almeno mille e questo permette di realizzare insieme di interruttori, quindi funzioni logiche complesse come addizionatori, moltiplicatori, processori, su di un’area di silicio molto piccola. Sarebbe più proprio parlare di transistor, è questo il nome dell’interruttore elettronico. E’ questo l’elemento atomico costitutivo della parte intelligente dell’elaboratore. L’alfabeto binaro, cioè l’alfabeto basato sull’utilizzo di due soli simboli, non è stato inventato con l’elaboratore elettronico ma solo enfatizzato il suo utilizzo. Un suo uso per esempio era l’alfabeto morse costituito da due simboli basi, linee e punti. Oggi attraverso queste sequenze di bit tutto può essere rappresentato soprattutto quando si parla di multimedialità, ossia uno strumento che è in grado, attraverso opportuni programmi, di gestire una molteplicità di informazioni da  testi a immagini, fisse o in movimento.</p>
<p>Tutto questo sta anche rivoluzionando il mondo della comunicazione, si sta realizzando una convergenza tra comparti un tempo separati un esempio può essere il mondo della televione e quallo dell’informatica e quello del computer. Fino ad oggi i sistemi tecnologici che stanno alla base di questi servizi sono molto differenziati, la televisione utilizza una rete dedicata a trasmettere programmi, le telecomunicazioni vocali ne utilizza un’altra e l’informatica ne utilizza un’altra. Nel momento in cui si riesce a codificare l’informazione in una sequenza di bit si realizza un’economia di scala per la quale non c’è più importanza se la sequenza è un’informazione televisiva o una comunicazione telefonica o i dati elaborati da un computer, sono semplici sequenze di bit e realizzando una sola infrastruttura capace di veicolare queste sequenze si realizza questa convergenza. Già oggi per esempio si parla di televisione digitale per la quale le immagini televisive sono rappresentate da seuqenze di zeri ed uno. Secondo questa logica una televisione diventerà un computer così come un computer diventerà una televisione. Ci saranno solo flussi di bit che ci portano a casa i flussi di informazioni dalle telefonate alle immagini..</p>
<p>I bit vengono aggregati in entità superiori detti byte costituiti da otto bit. Il byte viene utilizzato per indicare la capacità di un elaboratore. Il byte, attarverso un’opportuna codifica (codici ASCII) è capace di memorizzare un carattere alfabetico, molte volte si considere un carattere pari adu byte. Con sequenze di zero ed uno si possono rappresentare non solo caratteri ma anche numeri  attraverso il cosiddetto sistema binario. L’unione dei simboli zero ed uno si possono rappresentare caratteri e numeri diversi. Non solo si possono rappresentare i dati ma, attraverso sezioni binarie vanno codificati anche i comandi. Il calcolatore è capace di rappresentare ed accettare solo sequenze binarie. Per l’uomo queste sequenze non sono intuitive quindi sono state introdotti dei metodi di introduzione dei comandi o dei dati a noi più consone.</p>
<p>Esistono tre momenti, tre funzioni dell’elaboratore nel momento in cui tratta i dati. Innanzitutto il nostro sistema di elaborazione deve essere in grado di elaborare dei dati, memorizzarli e trasferirli. Il cuore di un elaboratore è il microprocessore (pentium, 486, 386), si tratta del cuore fondamentale dell’elaborazione, trattano le informazioni. Le prestazioni di un processore vengono quantificate in milioni di operazioni eseguibili in un secondo (Mips). Occorre anche, in alcuni casi considerare anche i Mflops cioè quanti milioni di istruzioni aritmetiche al secondo compie un processore. Gli elementi fondamentali nella memorizzaione sono le memorie RAM e le memorie di massa cioè quelli che sono comunemente chiamati dischi, dai magnetici agli ottici (floppy disk, CD ROM, hard disk). La capacità di memoria dei supporti di memorizzazione sono i cosiddetti multipli binari che vengono rappresentati con simboli k (1000), M (10000), G (10000) ecc. La notazione non è in effetti precisa perchè in realtà un kB non è pari a 1000 bit ma a 1024 bit e così via tutte le misure superiori. A seconda del supporto che si usa si avranno diverse capacità di memorizzazione dai 720 kB di un floppy disk ai GB degli Hard Disk. Nella notazione delle unità di misura la b minuscola indica il bit mentre la B maiuscola indica il Kb cioè 1024 bit. (720x8x1024). La terza componente fondamentale è il trasporto delle informazioni attraverso delle reti che veicolano le informazioni. Attraverso il modem si riesce a raggiungere altri elaboratori in qualsiasi parte del mondo. Le unità di misura sono espresse in Kbps cioè in bit per secondo.</p>
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		<title>Progetto Design Made in Italy</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 19:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[design]]></category>
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		<category><![CDATA[made in italy]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo progetto QMEDIASTUDIO ha ideato logo ed immagine coordinata, il sito internet, la selezione e prototipazione dei progetti di design ideati da otto giovani designer italiani vincitori di premi di design internazionali ed il video dell&#8217;evento. Il progetto è stato presentato al pubblico con la cooperazione di SUDLAB, centro di eccellenza Arte e Design. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img class="alignleft size-full wp-image-101" title="Designer italiani" src="http://ict.qmediastudio.com/wp-content/uploads/2012/01/left_180x1501.jpg" alt="Designer italiani" width="180" height="150" />In questo progetto QMEDIASTUDIO ha ideato logo ed immagine coordinata, il sito internet, la selezione e prototipazione dei progetti di design ideati da otto giovani <a title="Designer italiani" href="http://www.dustodesign.info" target="_blank">designer italiani</a> vincitori di premi di design internazionali ed il <a title="Video su designer italiani" href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=JT463h1evPM" target="_blank">video dell&#8217;evento</a>. Il progetto è stato presentato al pubblico con la cooperazione di <a title="Centro Arte e Design Made in Italy" href="http://www.sudlab.com" target="_blank">SUDLAB</a>, centro di eccellenza Arte e Design. Conclude il progetto la realizzazione di un e-commerce sul design Made in Italy online da febbraio 2012 e la presentazione di un progetto integrato per il cofinanziamento europeo dell&#8217;iniziativa volta a valorizzare giovani talenti del design italiano.</p>
<p>Sito ufficiale del progetto: www.dustodesign.info<span id="more-97"></span><br />
QMEDIASTUDIO si occupa di tutte le fasi di progettazione di un nuovo marchio, dall&#8217;ideazione del logo al sito internet, dalla comunicazione ai media necessari a divulgarlo in internet. Chiedi un preventivo gratuito su www.qmediastudio.com. </p>
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		<title>Il Personal Computer PC</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 10:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Dischi ottici: CD ROM DVD]]></category>
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		<category><![CDATA[Floppy]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie di massa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Personal Computer Memorie di massa Floppy, dischi rigidi. Dischi ottici: CD ROM DVD I componenti interni di un elaboratore sono fondamentalmente: i processori, i bus (i fili che permettono di interconnettere gli elementi interni), la memoria RAM e cache. Tutto ciò risiede sulla scheda madre. Oltre a questi componenti esistono una serie di dispositivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Il Personal Computer  Memorie di massa Floppy, dischi rigidi. Dischi ottici: CD ROM DVD</p>
<p>I componenti interni di un elaboratore sono fondamentalmente: i processori, i bus (i fili che permettono di interconnettere gli elementi interni), la memoria RAM e cache. Tutto ciò risiede sulla scheda madre. Oltre a questi componenti esistono una serie di dispositivi che permettono di memorizzare le informazioni.<span id="more-123"></span><script type="text/javascript"><!--
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<p>Memoria di massa sta ad indicare dei dispositivi che permettono di recepire un insieme abbastanza grande di byte per mantenere le informazioni in modo continuativo. Le memorie di massa sono: i floppy disk, i dischi rigidi (hard disk), le memorie ottiche (CD ROM). All’interno di un pc i sono una serie di dispositivi chiamati drive (giudatore) che regolano il funzionamento degli elementi di un pc.</p>
<p>I parametri tipici (immagine 2) di una unità di memoria di massa sono: la capacità, il tempo di accesso medio (il tempo che intercorre tra il momeno in cui il programma richiede l’accesso ad un dato e il momento in cui questo dato diventa disponibile), la velocità di trasferimento (una volta che il dato viene messo a disposizione è la velocità con cui il supporto invia i dati, la velocità è importante per esempio nel caso in cui i dati sono immagini di un filmato). Un altro parametro fondamentale è la tecnologia che permette di memorizzare l’informazione, Oggi esitono deu grandi tecnologia: tecnologie magnetiche e tecnologie ottiche. Floppy e hard-disk utilizzano tecnologie magnetiche (con piccole calamite) mentre invece i CD-ROM utilizzano le tecnologie ottiche.</p>
<p>Il principio secondo cui l’informazione è memorizzato è lo stesso secondo il quale viene memorizzata l’informazione sulle cassette audio. Attraverso alcune calamitine (se così si può dire) è possibile orientare gli elementi del supporto magnetico in modo diverso (nord-sud /sud nord). Le diverse direzioni, possono essere associate, secondo la direzione ai valori 0 e 1 in modo da avere sequenze di bit. Per leggere le informazioni o scriverle si usa una testina che per effetti di induzione magneica rileva o orienta (se sta registrando) le calamitine del supporto. Il flusso informativo viene trasmesso all’hard ware (in sequenza di byte, otto bit per volta fanno un byte) e trasferirà le informazioni al programma che le hanno richieste.</p>
<p>Occorre vedere ora come sono strutturate le informazioni (immagine 4). All’interno dell’unità esistono due testine, una sopra e una sotto il disco e possono muoversi in direzione radiale in modo che tutta la superficie del disco può essere fatta passare al di sotto delle testine. Le informazioni sono organizzate in modo strutturato che è costituito da una serie di cerchi concentrici e da una serie di settori (spicci di cerchio). Se si considera un floppy è organizzato in cerchi concentrici traccia che è a sua volta organizzata in settori. I settori più esterni hanno cerchi più ampi ma contengono la stessa quantità di informazioni di quelli più interni. Un settore contiene 512 byte ed è la scatola fondamentale a cui si fa rifermiento quando si memorizza l’informazione. L’utente non ha la percezione di questa organizzazione, lui vede il file, un entità più ampia, che è organizzato con una sequenza, anche molto ampia, dipende dai Kbyte di cui è costituito, di settori. Se avessimo un file da 3 Kbyte, sul supporto magnetico occupa sei settori. Questo tipo di organizzazione va preventivamente impressa sul disco. La funzione che realizza tale operazione è la formattazione. Formattare un disco significa predisporre su di un disco i vari settori. Il numero di tracce e settori dipendono dal processo di formattazione. Varie tecnologia di formattazione preparano i dischi secondo l’utilizzo che occorre farne e naturamente le più recenti tecnologie riescono a realizzare più settori.</p>
<p>La stessa organizzazione si riotrova su dio un hard disk. Cambiano però le caratteristiche fisiche del supporto. Un hard disk è costituito da una serie di dischi non più flessibili ma rigidi: la rigidità consente una maggiore densità di informazioni per superficie, permette una velocità di rotazione maggiore e quindi una maggiore velocità di trasferimento delle informazioni ecc. In funzione della capacità e prestazioni dei dischi rigidi ci sono diverse varianti. Questa struttura fisica si potrebbe pure ignorarere, noi abbiamo una visione logica delle unità di archiviazioni, per noi si tratta di un luogo dove si memorizzano le informazioni. In ogni caso questa memoria va organizzata in settori e tracce attraverso la formattazione. Quando si parla di formattazione occorre distinguere due tipi di formattazione, quella fisica e quella logica (immagine 9). In fase di costruzione i dischi nascono senza settori. Le piccole calamati sono distribuite in modo abbastanza casuale sulla superficie dei dischi. Con opportuni comandi si può organizzare l’infrastruttura tipica dei dischi in settori e tracce. Una volta realizzata la struttura tracce/settori si possono mettere all’interno di alcuni settori dei dati di natura fondamentale. Ecco quindi che si parla di formattazione logica che permette di memorizzare le informazioni di sistema in settori ben fissi e determinati, cioè quelle informazioni legate al sistema operativo che permettono ai programmi di lavorare. Si tratta di informazioni sul metodo di lavoro del sistema ma anche di informazioni che permettono l’avvio del sistema informativo. Tutto ciò avviene al termine della formattazione fisica vera e propria. Quando si lancia il comando di formattazione è possibilem far eseguire anche solo questa operazione se viene selezionata l’opzione di formattazione veloce. Se poi si rende il disco un disco di avvio, la formattazione inserisce anche quei comandi che occorrono per l’avvio della macchina (bootstrap).</p>
<p>Altre due tipologie delle memorie di massa sono i nastri magnetici e i dischi ottici. I nastri magnetici derivano dalle comuni audiocassette e hanno lo scopo principale di salvare le informazioni (backup dei dati). Per fare questo tipo di operazioni di salvataggio occorre dotare l’elaboratore di unità di memorizzazione-lettura di queste cassette a nastro.</p>
<p>L’altra importante memoria e il disco ottico (CD ROM) che diventerà probabilmente il supporto principale delle attività di memorizzazione. E’ figlio di quello che è il CD AUDIO. La tecnologia si basa sulla proprietà del materiale con il quale è costruito il disco di essere riflettente o meno alla luce. Questa proprietà genera il flusso di bit così come viene creato dagli interruttori che interrompono o lasciano passare la corrente. Anche qui si parla di sistema binario. Questa tecnologia è ampiamente utilizzata nei CD Audio. Rispetto ad un cd audio il cd dati ha come differenza fondamentale la volocità di rotazione. Non dovendo ascoltare della musica non si è obbligati a rispettare la velocità di lettura di un cd audio, in questo modo è possibile aumentare le capacità di reperimento delle informazioni. La valocità dei CD dati vengo espresse con la notazione xn dove n  indica quante volte è maggiore la velocità di rotazione rispetto alla normale rotazione di un CD audio. L’altro elemento che occorre sottolineare è il fatto che il CD audio può anche essere scritto con opportune macchine, i masterizzatori. Il DVD è il futuri del CD. Grazie alle tecnologie DVD sarà possibile inserire molte più informazioni di un CD. Esistono formati che partono da 4,7 GByte (gigabyte)</p>
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		<title>Pixel, codifica del colore, memoria video</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 10:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[codifica del colore]]></category>
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		<description><![CDATA[Unità di visualizzazione. Pixel e codifica del colore. Memoria Video Le unità video sono una delle unità più importanti potrebbero essere definite la finestra del Pc sul mondo essendo il meccanismo in cui vengono rappresentate le immagini e propongono il dialogo visivo con l’utente. Una classificazione di unità video parte da una distinzione che riguarda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Unità di visualizzazione. Pixel e codifica del colore. Memoria Video</p>
<p>Le unità video sono una delle unità più importanti potrebbero essere definite la finestra del Pc sul mondo essendo il meccanismo in cui vengono rappresentate le immagini e propongono il dialogo visivo con l’utente. Una classificazione di unità video parte da una distinzione che riguarda la tecnologia di realizzazione dei video. Ci sono tecnologie CRT basati cioè su tubi catodici e le nuove tecnologie, nate soprattutto per pc portatili, cioè i cristalli liquidi. <span id="more-132"></span><script type="text/javascript"><!--
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I parametri che permettono di qualificare, in termini di efficacia di rappresentazione, prestazioni ecc. delle unità video sono vari. Va detto che a livello lessicale si utilizza il termine terminale che identifica una postazione costituita da un display, una tastiera ed un mouse. Questa postazione può essere molto vicina al computer od anche molto distante. I terminali, fino a qualche tempo fa non avevano molte capacità di eseguire programmi, non c’era un processore capace di elaborare informazioni inserite dall’operatore, il processore si trovava molto distante su di un computer di cui il terminale era solo una finestra (mancava in sostanza l’unità base che contiene l’hard disk, la memoria Ram ecc.). La parola terminale indicava che l’unità video svolgeva solo una funzione di visualizzazione di un grande elaboratore distante. Le unità video si distinguono in due grandi categorie: terminale grafico e terminale alfanumerico . L’alfanumerico è una unità video ed una tastiera che è capace di rappresentare solo sequenze di caratteri; il terminale grafico invece è capace di rappresentare anche disegni o meglio immagini con linee, punti e cerchi. Le tecnologie che permettono tutto ciò sono la tecnologia CRT (tubo a raggi catodici) e LCD (Cristalli liquidi).</p>
<p>Sullo schermo, a prescindere dal tipo di tecnologia, un informazione viene rappresentata in forma discreta. Lo schermo non è un continuo ma una sequenza di punti (immagine 3). In pratica uno schermo è formato da tanti punti, detti pixel. L’immagine è costituita da una sequenza numerosa di questi piccoli punti. Tutto ciò ha una serie di risvolti nella memorizzazione e nella rappresentazione dell’immagine stessa. Si supponga di avere un’immagine (immagine 4) e di doverla visualizzare. Nella fase di visualizzazione questa immagine viene ricostruita con una sequenza di piccoli punti. S passa da un’immagine continua ad uno spazio di rappresentazione discreta. Le figure non sono più costituite da linee continue ma sono costituite da un insieme di punti discreti (immagine 5). La sensazione del continuo è maggiore più sono fitti i punti (immagine 6). Ciascuno di questi elementi di rappresentazione è detto pixel.</p>
<p>Occorre correlare i pixel con la memoria (immagine 7). Un’immagine è una sorta di matrice rettangolare. Ciascun pixel va identificato con due valori. Un pixel può essere o acceso o spento. In questo modo è possibile associare un bit. In questo modo si può associare l’immagine alla memoria sia di massa e/o volatile (RAM). La quantità di bit necessaria per memorizzare l’immagine dipende dal numero di pixel presenti nell’immagine, occorrerà quindi contare i pixel dei due assi dell’immagine e moltiplicarli l’uno con l’altro, il risultato è il numero di bit necessari. La memoria video è quella porzione di memoria che, per sua natura è costituita da una sequenza si bit, in cui viene memorizzata l’immagine da visualizzare sullo schermo (immagine 8). La memoria video è una sequenza di bit che viene rappresentata sui video da pixel accesi o spenti. Il nome tecnico è bitmap. Si parla di bitmap quando si fa riferimento ad un insieme di byte o bit che rappresentano un’immagine. Questa bitmap può risiedere sulla memoria Ram oppure su di un file.</p>
<p>Dal punto di vista costruttivo lo schermo di un pc o di una TV non cambiano (immagine 9) anche se i monitor dei pc sono migliori in termini di qualità dell’immagine (anche se la multimedialità tende ad appiattire questo divario). Aprendo un monito CRT o una TV si vede un tubo a raggi catodici (immagine 10). Sul fondo si trova un cannone che spara elettroni. Gli elettroni vengono deviati da un sistema di deflessione (quindi può essere orientato in qualsiasi posizione dello schermo). Il fascio di elettroni colpisce lo schermo e cede energia cinetica ai fosfori presenti sullo schermo. I fosfori emettono luce in funzione dell’energia portata dal fascio di elettroni. La cosa da sottolineare è che il moto del pennello elettronico non è casuale e non è anche funzione dell’immagine che appare sullo schermo. Il pennello elettronico percorre lo schema fisso (immagine 11). Un  immagine completa, una schermata, viene realizzata da un insieme di righe. Quanto più elevato è il numero di queste righe tanto più alta è la precisione dell’immagine (immagine 12). Questa metodologia di creazione dell’immagine va sotto il nome di RASTER, tecnologia nata con la nascita della televisione. Nello standard televisivo europeo le immagini vengono costruite con 25 frame al secondo che il nostro occhio percepisce come una sequenza continua. Anche gli schermi hanno delle prestazioni particolari. I pixel, i pallini che costituiscono gli schermi,, danno ala qualità dello schermo. La distanza tra i pallini definisce le prestazioni del monitor,  tanto maggiore è la distanza tra i pixel, tanto peggiore sarà la qualità dell’immagine. Oggi le distanza vanno tra 0,25 e 0,31 mm ed è detto DOT PITCH (immagini 12 e 13).</p>
<p>I colori possono essere composti da tre colori fondamentali Rosso, Verde e Blu. Per questo si parla di sistema RGB. La composizione di questi tre colori definisce tutti i colori visibili. Questa tecnica di composizione può essere creata sullo schermo secondo un particolare meccanismo (immagine 15). Ogni pixel è composto da tre piccole aree ognuno delle quali è sensibile ad uno dei tre colori fondamentali. Esistono quindi 3 cannoni che sparano elettroni sullo schermo, uno per ogni colore. In questo modo per colorare un punto di giallo occorre che il cannone rosso colpisca la sottoarea rossa, il cannone verde colpisca la sottoarea verde e il cannone blu si astenga. L’intensità del colore poi dipende dall’energia che il pennello elettronico trasmette al pixel.</p>
<p>Per memorizzare tutto ciò in una bitmap (immagine 16) occorre associare a ciascuno di queste sottoaree un bit quindi si hanno 8 combinazioni. Si tratta degli otto colori che derivano dalle possibili combinazioni dei tre colori fondamentali. Quindi un pixel deve essere memorizzato da 3 bit. Nel momento in cui si vogliano più di otto colori, bisogna attribuire ad ogni componente di colore un numero maggiore di bit. Ad esempio se si voglio 256 colori, cioè si desidera che ciascun pixel assuma 256 colori differenti , vorrà dire che occorrerà associare a ciascun pixel 8 bit (perchè 28 fa proprio 256). Di questi 8 pixel 3 potranno essere associati alla componente rossa, 3 alla componente verde e 2 alla componente blu. A questo punto qualora se ne volessero altri occorre aumentare ancora il numero di bit.</p>
<p>Per riassumere di può dire che le immagini sono rappresentate da elementi discreti detti pixel. Ciascun pixel può essere memorizzato all’interno dell’elaboratore con uno o più bit e nel momento in cui si voglia realizzare un immagine colorata, occorre aumentare il numero di bit necessari per la memorizzazione de tre colori fondamentali.</p>
<p>Quando si parla di unità video occorre dare un’occhiata anche allo strumento che ci permette di visualizzare l’immagine sullo schermo. Si parla quindi di controller video o schede video (immagine 18). Tutte le immagini elaborate dal computer vengono elaborate dalla scheda video, collegata tramite la i bus alla CPU e alla memoria RAM. La scheda può essere denominata anche Controller proprio perchè si occupa della veicolazione delle informazioni video. Su questa scheda c’è la memoria video, cioè una serie di dispositivi che contengono le informazioni (intermini di pixel) relative alle immagini. La memoria video è in rapporto 1:1 con i pixel sullo schermo. L’ultimo elemento è la caratteristica dei segnali (immagini 19): Standard Composito, tipico degli schermi TV e l’RGB elettronico tipo dei monitor.</p>
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		<title>Componenti fondamentali dell’elaboratore</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 10:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le componenti fondamentali dell’elaboratore &#8211; CPU, memoria centrale, memoria di massa. Microprocessore, memorie RAM. Le connessioni interne: i bus. Grazie alle sequenze di zero ed uno e grazie all’elaboratore è possibile trattare una grande quantità di informazioni. Gli elementi che costituiscono un elaboratore sono (immagine 1): un insieme di unità di ingresso che permetto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Le componenti fondamentali dell’elaboratore &#8211; CPU, memoria centrale, memoria di massa. Microprocessore, memorie RAM. Le connessioni interne: i bus. Grazie alle sequenze di zero ed uno e grazie all’elaboratore è possibile trattare una grande quantità di informazioni. Gli elementi che costituiscono un elaboratore sono (immagine 1): un insieme di unità di ingresso che permetto di trasferire ingresso le informazioni all’interno dell’elaboratore e traducono l’informazione in sequenze binarie che vengono poi elaborate e memorizzate dagli organi più interni. Unità di ingresso sono la tastiera, il mouse ecc. L’informazione, una volta trafserita all’interno deve essere memorizzata, ecco quindi che si hanno una serie di apparati destinati a questo scopo. Le sequenze binarie vengono trattare dall’unità di elaborazione attraverso una serie di comandi specifici. I comandi sono costituiti a loro volta da sequenze binarie. Alla fine ci sono le unità di uscita, unità che permetto di visualizzare le informazioni elaborate e ritradurle da sequenze binarie a sequenze più comprensibili (video, stampanti ecc).<span id="more-120"></span><br />
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<p>Occorre soffermasi sulla funzione di memorizzazione dell’informazione. La memoria di un elaboatore può essere articolata in due parti che corrispondono a due apparati diversi. La memoria centrale, la RAM, contiene i programmi e i dati che, in un dato momento sono in esecuzione. L’unità di elaborazine per trattatre dei dati ed eseguire istruzioni, richiede che parte di questi siano presenti nella memoria centrale. La memoria di massa è una memoria a lungo termine costituita da dischi magnetici o ottici (dischi fissi, floppy, cd rom). La capacità in termini di byte della memoria di massa è maggiore della memoria centrale anche perchè hanno funzioni completamente diverse, la memoria centrale deve contenere unicamente i dati ed i programmi che sono iln elaborazione in quel momento, mentre invece la memoria di massa deve mantenere i dati ed i programmi che si desidera conservare. Va detto inoltre che la memoria centrale è una memoria labile, volatile, nel senso che quando l’elaboratore viene spento perde completamente l’informazione, la memoria di massa continua a memorizzare l’informazione indipendentemente dall’alimentazione di un elaboratore (un floppy disk mantiene i suoi dati anche se non inserito in un elaboratore). I blocchi fondamentali per la memoria sono (immagine 2) sono floppy disk (il suo lettore è detto drive, guidatore), dischi fissi, dischi ottici (CD-ROM). Bisogna considerare anche il modem, o più in generale gli apparati per il collegamento. Questi apparati consentono di recuperare i dati o di trasmeterli in una memoria di massa distante.</p>
<p>Aprendo un elaboratore si trova una scheda (immagine 3 la vera anima dell’elaboratore) e contiene una serie di circuiti integrati che a loro volta contengono i transistor (gli interruttori). Il suo nome e scheda madre. Gli elementi principali di una scheda madre sono (immagine 4): l’unità di memoia centrale (RAM), i circuiti di elaborazione (CPU unità di elaborazione centrale o microprocessore) e le schede accessorie che permettono di gestire flussi di ngresso o di uscita delle informazioni (scheda video, audio, rete ecc).</p>
<p>Gli elementi più rilevanti sono costituiti da dispositivi elettronici che contengono gli interruttori. In termini tecnici questi contenitori vengono detti chip. Un per esempio è il cosiddetto micorprocessore, naturalmente la quantità di interruttori determina le capacità di questi chip. Esiste una gerarchia nella costruzione degli elemente: si parte dai transistor, gli interruttori e mediante opportuni insiemi vengono realizzati i chip e più chip disposti su piastre determinano la realizzazione di un elaboratore. Pertanto si può dire che il chip sta al calcolatore come il mattone sta alla casa. Il chip più importante è il mcorporcessore che ha due funzioni fondamentali (immagine 5): la prima è quella di interpretare le istruzioni, le sequenze binarie che corrispospondo ai comandi elementari impartiti al processore; la seconda è quella di eseguire le istruzioni aritmetiche e logiche relative. Il microprocessore è collegato alla memoria da cui acquisisce sia le istruzioni sia i dati da elaborare e controlla, mediante ordini impartiti ad altri chip i vari dispositivi ad esso collegato.</p>
<p>Per riassumere si puòà dire che la tecnologia microelettronica ha prodotto negli ultimi anni due elementi fondamentali: il microprocessore e il chip di RAM. Naturalmente esistono varia tipologia di RAM. Per esempio per la realizzazione di RAM della memoria centrale si utilizzano le Ram di tipo D (DRAM), memorie di tipo dinamiche che a loro volta possono essere di due categorie: EDORAM e SDRAM.</p>
<p>L’altro dispositivo fondamentale che ha un po’ rivoluzionato la storia dell’informatica è il micoroprocessore. Nato intorno alla metà degli anni ’70 e grazie all’incremento delle sue capacità ha permesso l’evoluzione del personal computer e di altri apparati specifici.</p>
<p>Nel 1980 nacque il primo processore per personal computer (immagine 6). Il processore intel 8086 aveva la capacità di eseguire un milione di addizionial secondo. Un Pentium due è capace di eseguire un miliardo (immagini 7-8).</p>
<p>Un altro parametro per caratterizzare un elaboratore è il clock. Il microprocessore è il cuore pulasante del sistema perché elabora le istruzioni secondo un ritmo stabilito (come se fosse un cuore). Questo ritmo è stabilito dal clock espresso in MHz. Un Pentium II da 400 MHz ritma il suo lavoro sulla base di quattrocento battiti al secondo.</p>
<p>All’inerno di un personal computer ci possono essere vari microprocessori: esistono per esempio del processori di tipo generalista che servono un po a tutte le funzioni; ci sono poi processori dedicati a funzioni specifiche come audio e grafica. Esiste quindi un processore centrale ed altri che stanno agli ordini del processore centrale.</p>
<p>La memoria RAM è embrionamlemte collegato al processore, l’uno e l’altro richiedono la presenza di dati e programmi in modo vicendevole. L’evoluzione della RAM prescinde dall’evoluzione dei microprocessori e viceversa. Questo però non è sempre successo in pratica e siè realizzato (immagine 10) per cui se i processori si sono evoluti le RAM purtroppo non hanno seguito questa evoluzione. Per coprire questo problema si è messa una memoria intermedia la cosiddetta memoria cache. Si tratta di una memoria che è capace di rispondere in tempi più rapidi alle necessità del processore. Ha una dimensione più ridotta della RAM ma se ben gestita dall’hardware si riescono ad ottenere delle prestazioni sensibili in quanto vi vengono trasferite le istruzioni eseguite più di frequente. La cache ha una velocità molto vicina a quella del processore, in questo modo si elimina la differenza di velocità di elaborazione della RAM.</p>
<p>Nella gerarchia che si viene a creare: microprocessore, memoria cache, memoria RAM. Memorie di massa (dischi), si può individuare una aspetto importante: diminuiscono le prestazioni in termini di velocità ma aumentano le prestazioni in termini di capacità.</p>
<p>Questi organi si collegano mediante un insieme di fili detti bus (immagine 12-13) una sorta sistema circolatorio. Di bus se ne hanno di diversi tipi secondo le prestazioni (ESA, ISA, AGP). Normalmente i bus veloci gestiscono video e dischi rigidi (immagine 14) mentre i bus più lenti gestiscono periferiche più lente come floppy e modem.</p>
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		<title>Banda Larga in Finlandia diritto dei cittadini</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 08:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IST Information Society Technologies]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Locale ed Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel quadro complesso della competitività di paesi e regioni, la Finlandia compie un decisivo passo in avanti per quanto riguarda il digital divide, stabilendo per legge che la banda larga è un diritto fondamentale dei cittadini finlandesi. Dal primo luglio 2010 a tutti i cittadini finlandesi, compresi gli abitanti delle zone remote, le compagnie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://ict.qmediastudio.com/wp-content/uploads/2010/07/bandiera-finlandia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-76" title="bandiera-finlandia" src="http://ict.qmediastudio.com/wp-content/uploads/2010/07/bandiera-finlandia.jpg" alt="" width="130" height="80" /></a>Nel quadro complesso della competitività di paesi e regioni, la Finlandia compie un decisivo passo in avanti per quanto riguarda il digital divide, stabilendo per legge che la banda larga è un diritto fondamentale dei cittadini finlandesi.</p>
<p>Dal primo luglio 2010 a tutti i cittadini finlandesi, compresi gli abitanti delle zone remote, le compagnie di telecomunicazione dovranno garantire una banda minima di un megabit per secondo 1Mbps. Questa decisione, che al tempo stesso è strategica ed operativa, pone i cittadini finlandesi in una condizione di vantaggio competitivo, considerando che oggi Internet non può più essere considerato solo un mero strumento di intrattenimento, ma la piattaforma privilegiata per l&#8217;accesso a servizi, informazioni, occasioni di crescita e sviluppo.<span id="more-73"></span></p>
<p>Il ministro per la comunicazione finlandese, Suvi Linden, ha collocato questo nuovo diritto dei cittadini finlandesi nella cornice del programma di governo per la piena realizzazione di una Società dell&#8217;Informazione inclusiva e molto competitiva. Da un punto di vista europeo, l&#8217;allungo della Finlandia in materia di ICT è un segnale forte per gli altri sistemi paese, in particolare per paesi come l&#8217;Italia dove il problema cruciale del digital divide non è razionalizzato e compreso in profondità.</p>
<div class="shr-publisher-73"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Codici QR</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 20:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Codici QR]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial e Guide]]></category>
		<category><![CDATA[qr]]></category>

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		<description><![CDATA[Un codice QR (risposta rapida &#8211; quick response) è un codice bidimensionale a matrice. Sono utilizzati in ambito industriale, pubblicitario, informativo. Sono conosciute applicazioni anche in campo artistico.* È possibile ad esempio utilizzarli per inviare link ipertestuali, informazioni di contatto, testo libero ed altri contenuti. Per quanto riguarda la capacità dei codici, il limite attuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Un codice QR (risposta rapida &#8211; quick response) è un codice bidimensionale a matrice. Sono utilizzati in ambito industriale, pubblicitario, informativo. Sono conosciute applicazioni anche in campo artistico.* È possibile ad esempio utilizzarli per inviare link ipertestuali, informazioni di contatto, testo libero ed altri contenuti.</p>
<p>Per quanto riguarda la capacità dei codici, il limite attuale e di 4.296 caratteri alfanumerici. sono state sviluppate versioni miniaturizzate chiamate Micro codici QR. Per leggere i codici QR  è necessario un software da installare sul proprio telefonino o dispositivo mobile, dove non presente.<br />
Esempio di Codice QR in cui è incluso il riferimento al sito internet www.qmediastudio.com</p>
<div id="attachment_62" class="wp-caption alignnone" style="width: 142px"><a href="http://ict.qmediastudio.com/wp-content/uploads/2010/05/qmediastudioQR.png"><img class="size-full wp-image-62 " title="qmediastudioQR" src="http://ict.qmediastudio.com/wp-content/uploads/2010/05/qmediastudioQR.png" alt="QR Qmediastudio.com" width="132" height="132" /></a><p class="wp-caption-text">QR qmediastudio.com</p></div>
<p><span id="more-61"></span>Risorse<br />
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Standard internazionale ISO per i codici di QR (ISO/IEC18004)<br />
QR dipinti in opere d&#8217;arte  http://www.denola.com/</p>
<p>Collegamento ipertestuale al sito ufficiale dell&#8217;impresa ideatrice dei QR.  http://www.denso-wave.com/qrcode/index-e.html</p>
<p>Applicazioni dei codici QR di Google http://www.google.com/help/maps/favoriteplaces/business/barcode.html</p>
<p>Sono stati sviluppati diversi plugin  QR per WordPress ed anche <a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2010/04/26/tutti-pazzi-per-il-qr-code/" target="_blank">Facebook </a>li implementa.<br />
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Altri Articoli sui QR: http://contrasti.myblog.it/archive/2010/01/15/il-codice-qr.html</p>
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		<title>WEBBY AWARDS 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 08:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[webby awards]]></category>

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		<description><![CDATA[WEBBY AWARDS 2010 Istituiti nel 1996, i WEBBY Awards premiano l&#8217;eccellenza nella rete. I membri del comitato scientifico e di valutazione sono personalità, visionari, luminari, scrittori, giornalisti, imprenditori di successo, esperti web, professionisti internet, addetti ai lavori. Parliamo di personalità come Vint Cerf, fondatore di internet, Glaser Ceo di Real Networks, David Bowie&#8230; Il riconoscimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>WEBBY AWARDS 2010</p>
<div id="attachment_52" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://ict.qmediastudio.com/wp-content/uploads/2010/05/logo_webbyawards.png"><img class="size-full wp-image-52" title="logo_webbyawards" src="http://ict.qmediastudio.com/wp-content/uploads/2010/05/logo_webbyawards.png" alt="webby Awards" width="150" height="86" /></a><p class="wp-caption-text">webby awards</p></div>
<p>Istituiti nel 1996, i  WEBBY Awards premiano l&#8217;eccellenza nella rete.  I membri del comitato scientifico e di valutazione sono personalità, visionari, luminari, scrittori, giornalisti, imprenditori di successo, esperti web, professionisti internet, addetti ai lavori.  Parliamo di personalità come Vint Cerf, fondatore di internet, Glaser Ceo di Real Networks, David Bowie&#8230;<span id="more-51"></span></p>
<p>Il riconoscimento è diviso in categorie, per ogni categoria due onorificenze , il &#8220;Webby Award&#8221; e &#8220;The People Choice&#8221; , quest ultimo attribuito da centinaia di migliaia di votanti dalla comunità web.</p>
<p>Alcune segnalazioni vincitori webby awards 2010 per categoria:</p>
<p>La categoria BEST PRACTICES ha visto il trionfo di Twitter.</p>
<p>Migliore Animazione:</p>
<p>The Pop Shoppe</p>
<p>http://thepopshoppe.com/</p>
<p>Migliore uso della fotografia:</p>
<p>THE ECONOMIST THINKING SPACE</p>
<p>http://thinkingspace.economist.com</p>
<p>Miglior uso video</p>
<p>www.hboimagine.com</p>
<p>Miglior Design Visuale</p>
<p>History of Flight</p>
<p>http://www.nike.com/jumpman23/historyofflight/</p>
<p>Blog Culturale</p>
<p>http://mashable.com</p>
<p>Non Profit</p>
<p>Teenage Cancer Trust</p>
<p>http://teenagecancertrust.org/</p>
<p>Istituzioni Culturali</p>
<p>Frank Lloyd Wright Robie House Interior Restoration Project</p>
<p>http://gowright.org/robie/</p>
<p>Education</p>
<p>We Choose The Moon</p>
<p>http://wechoosethemoon.org/</p>
<p>Eventi</p>
<p>TED.com</p>
<p>http://www.TED.com</p>
<p>Government</p>
<p>NASA Home &amp; City Version 2.0</p>
<p>http://www.nasa.gov/city</p>
<p>Green</p>
<p>Love Letters to the Future</p>
<p>http://www.loveletterstothefuture.com/</p>
<p>Magazine</p>
<p>NewYorker.com</p>
<p>http://www.newyorker.com</p>
<p>Movie and Film<br />
The Auteurs</p>
<p>http://www.theauteurs.com</p>
<p>Musica</p>
<p>Pandora</p>
<p>http://www.pandora.com</p>
<div class="shr-publisher-51"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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